UN SOLO PUNTO, MA CHE LI RICOMPRENDE TUTTI.

Perchè Eleonora Di Giulio Sindaco e i cinquestelle no.

di maurizio aversa

Ci sarebbe stato l’imbarazzo della scelta, se al ballottaggio fosse giunta la destra. L’imbarazzo della scelta di quali argomenti utilizzare, dei tanti a disposizione dopo lo sfracello istituzionale, politico e giudiziario costoro hanno fatto vorticare sul cielo di Marino e sulle vite delle persone che abitano questa terra.Maurizio-Aversa-1

E’ andata in quest’altro modo: siamo al ballottaggio una coalizione abbastanza unita sulle cose locali, con sufficiente predisposizione alle cose regionali (grazie a Zingaretti), e assolutamente divisa su importanti temi nazionali e generali. Ma di Marino si parla e si sceglie, qui e ora. Dall’altra parte c’è il famoso movimento dei cittadini cinquestelle.

In questo duello elettorale, non c’è imbarazzo a scegliere, da parte mia, da parte della cultura e della politica comunista, quale argomento mettere in rilievo nel confronto e perché lo ritengo assolutamente a nostro favore e a favore della stragrande maggioranza dei cittadini.

Infatti, alle porte della campagna elettorale c’era chi, da varie parti collocato, pensava che il “tema” di confronto sarebbe stato l’onestà, poi il Divino Amore, poi la composizione di liste e delle proposte della giunta, ecc. ecc. Tutti singoli temi, che a parte la non significatività di demarcazione tra questi due schieramenti (non ci sono delinquenti nel M5S, come non ce ne sono nella coalizione ampia di centro e sinistra), alla fine sembrava quasi che il guaio era passato: non c’era più la destra alle porte di Palazzo Colonna.

In parte è così, ma sostanzialmente e politicamente e amministrativamente non è affatto così.

Infatti se alla coalizione può essere addebitato il “rischio” delle differenziazioni tra vari soggetti politici e civici; quelle stesse differenziazioni sono la miglior garanzia dei “contrappesi democratici e sociali” che si possono attivare nel nostro comune. Col sistema attuale della legge elettorale sui sindaci, è noto a tutti, che parlando in modo spurio di potere quantificato, possiamo riconoscere che il 65% del potere da gestire, in termini di scelta e responsabilità sostanziale è nelle mani del Sindaco (mentre formalmente è il 100%); e l’altro 35% risiede nei meccanismi del dibattito politico, del confronto istituzionale di giunta e extracomunale, nel rapporto coi corpi sociali e civici della città ecc. Quindi in termini di svolgimento dei compiti istituzionali nell’esercitare il potere c’è una azione virtuosa che fa partecipi delle scelte (rieducando e sorreggendo tutte le forme istituzionali e spontanee ed autogestite della società marinese) le misure che verranno adottate. Ciò può avvenire perché in assenza di corruzione, di voto di scambio, di malgoverno, le compensazioni sono quelle delle idee e delle scelte mediate con la società tra “legittimi interessi pubblici e privati”. Si pensi ai servizi, alle scuole, alla mobilità etc.

Al contrario, pur facendo la tara dei comportamenti o idee oltranziste del movimento cinquestelle, comunque  se dovessero approdare al governo della città, ne apporterebbero un danno diverso, ed anche più grave del malgoverno della destra. Infatti, non c’è, nella proposta politica cinquestelle l’idea di mediazione sociale o pubblica o collettiva. L’azione “pubblica” si racchiude nel fare in pubblico il confronto sulle mediazioni di cui le scelte hanno bisogno. E se in pubblico ci sono 100 o 500 persone, o se c’è la rete ad interpellarne 1000, comunque non è garanzia di “rappresentanza” dell’intera comunità. Non c’è alcun contrappeso democratico e sociale. Può essere risolto? Si. Ma i cinquestelle non lo hanno voluto, e non lo vogliono. E’ bene che riflettano, non tanto e non solo ai fini del voto, molti cittadini (specie se attenti partecipi – a volte, spesso, sofferenti  – delle cose della sinistra in Italia ) circa questo fatto. I cinquestelle, a mo’ di setta, non permettono, non accettano, non tollerano, la mediazione politica e sociale. L’unica mediazione praticata è: noi siamo qui, tu “singolo” ti puoi aggiungere poi mediamo con te! Che differenza c’è con la creazione dei clientes di alcune correnti che hanno malgovernato Marino? Qualcuno direbbe che il clientes erano prezzolati. Ora ognuno converrà che se i numeri fossero stati 20, 30 0 1000, si sarebbe anche potuto sostenere di tutti costoro che fosse cosi. Ma, se i numeri (tanti nelle forze che organizzavano anche i clientes; ma anche tantissimi coloro che poi non hanno più seguito quelle forze) cioè le persone sono migliaia e migliaia, è chiaro che si tratta di scelte, per quanto giudicabili errate, adottate per libera scelta. E queste persone, che oggi, per come è andato il primo risultato elettorale, e nell’ipotesi che ricoprissero responsabilità di governo i cinquestelle, in che modo sarebbero tenuti in considerazione? In nessuna considerazione perché non c’è un confronto, un accordo, né politico né amministrativo.

Dove sarebbe il danno? Il danno, in una Italia oggettivamente meno partecipe e quindi più tendenzialmente qualunquista e disinteressata; in una Marino in cui già si è attivato pesantemente il non voto alla prima tornata e c’è il rischio che continui al secondo appuntamento; mettere alla guida della città chi non ha voluto prima verificare, confrontare, mediare perfino, posizioni politiche e amministrative utili a dare risposte ampiamente condivise ai cittadini, alla risoluzione dei problemi; che poi è la stessa forza che come non lo ha fatto prima sostiene che non lo farà neppure dopo, che utilità potrà mai dare alla città? Nessuna solo un danno.

In verità, c’è un caso, in cui potrebbe essere “utile alla città”. Se in un primo turno qualsiasi (quindi non ora al ballottaggio) la sua proposta raggiungesse l’80/90% dei consensi. Allora non sarebbe – al di là della qualità della proposta – un ricoprire responsabilità contro la città, ma sostenuto dalla stragrande maggioranza di essa. E’ avvenuto questo caso ? No. Quindi un governo di questo cosiddetto movimento sarebbe deleterio per la città, per la qualità democratica delle istituzioni, per l’assenza di rappresentazione e mediazione sociale e politica dei legittimi interessi plurimi che una comunità, in toto, esprime.

Quindi non c’è scampo: escluso il caso del “plebiscito” al primo turno, o i cinquestelle cassano, cancellano, buttano alle ortiche il loro apparente “totem” del non confronto; oppure sono destinati a fare del male alle comunità, ai comuni, alle agibilità democratiche e alle espressioni sociali che dovessero governare dopo un secondo turno di ballottaggio. Il tutto, per loro scelta non per imposizione di qualcuno.

Per questo, oggi, a Marino, come ritengono i comunisti, la scelta giusta è dare via libera ad Eleonora Di Giulio affinchè con la sua ampia coalizione assuma la guida della città. Diventando Sindaco di Marino grazie al consenso degli elettori.

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