Voto, voto libero, voto comunista. (cronachetta del mini-intervento al comizio)

di maurizio aversa

Abbiamo fatto questa scelta coi compagni, nell’approssimarsi della campagna elettorale: esprimere il nostro punto di vista – considerato la ristrettezza del tempo a disposizione – con alcune citazioni. Così dal palco di piazza Sciotti, quando mi è toccato prendere la parola ho dapprima citato l’amato Sandro Pertini: i governanti che non eseguono il bene del popolo vanno cacciati a calci dai ruoli di responsabilità che stanno ricoprendo. Agli applausi che ne sono seguiti, ho aggiunto una citazione di Enrico Berlinguer, il mai abbastanza compianto capo comunista e apprezzato politico onesto che travalicava l’opinione positiva che avevano di lui sia cittadini comunisti e di sinistra ma anche cittadini di ben altro orientamento. In particolare di Berlinguer ho ricordato che la questione morale che egli additava non era un generico richiamo a non rubare, ma una cosa più subdola e più cancerogena: ossia il rischio (come purtroppo per molta parte è avvenuto) che la politica, i partiti, gli stessi partiti democratici, non fossero capaci di autoriformarsi in funzione della trasparenza e del rispetto della divisioni delle funzioni: una cosa è il governo, altra cosa è la funzione dei partiti. comchiu1Per questo, ho illustrato, noi comunisti finalmente ci siamo decisi a ricostituire il PCI, per la capacità unitaria che sa esprimere, per la necessità di dare un punto di riferimento ai comunisti e al popolo della sinistra, oltre quelle forze che vorrebbero presentarsi come continuatori storici e che non lo sono. Proprio per questo a Marino ora il PCI c’è. Proprio per questo il PCI a livello nazionale ci sarà nuovamente dalla fine di giugno. Quindi ho voluto citare due cose dette da Nicola Zingaretti nel suo intervento di Cave di Peperino (Marino centro). Ha detto il presidente della regione Lazio, che in questi anni siamo tutti un po’ più soli, più individui singoli, ai quali non è stato prospettato la via d’uscita possibile come una unione nella famiglia, o nella comunità per affrontare anche i momenti più duri. In effetti, ho commentato, l’essere soli, non capita per caso, ma è sistema, è il sistema dell’individuo predisposto ad essere concorrente di altro individuo, per aver messo al centro l’accaparramento e il benessere individuale a scapito di un altro evidentemente. Ho ricordato che questa è il tipo di denuncia che accomuna noi comunisti, che diciamo che ciò è frutto del liberismo e del capitalismo, e Papa Francesco che denuncia ogni volta che può il fatto che questa società ha sostituito un dio spirituale col dio denaro. Poi ho citati ancora Zingaretti per la chiusura del suo intervento, quando, rivolto ad Eleonora Di Giulio, a fianco a lui sul palco, gli ha detto: questione Divino Amore, noi in regione non abbiamo preso iniziativa. Perché? Perché riteniamo che nostro compito è attuare quanto i comuni, in questo caso il comune di Marino che sarà guidato da Eleonora, che ci dirà cosa fare della cementificazione del Divino Amore. Ecco, dal palco di piazza Sciotti, ho ricordato questa dichiarazione e l’ho attualizzata in modo esplicito dicendo che per noi è no alla cementificazione. Per questo, in queste ore è importante preparare bene il dopo elezioni. In che modo? Dando la giusta forza ad Eleonora Di Giulio, facendola sostenere da una forza politica fondamentale, i comunisti, di nuovo presente sul territorio. Facendola sostenere da consiglieri comunali che attuino pienamente e senza tentennare il programma concordato. Scortando il cammino di Eleonora con eletti comunisti. Ma questi si ottengono se ci sono cittadini che votano i candidati comunisti, che scelgono il simbolo e la lista comunista. Di questo ha bisogno Marino ed Eleonora Di Giulio: di un voto di popolo, di un voto libero, di un voto comunista. Passate parola.

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