di maurizio aversa

eleE’ con determinazione, non di maniera, che Eleonora ha scandito alcune volte: “noi non abbiamo paura. Io non ho paura”. Il riferimento? Non a qualche minaccia che non è giunta. Neppure a ciò che verosimilmente sarà l’agguerrita opposizione di destra, se, come auspichiamo, saremo noi ad andare a governare la città. Piuttosto il riferimento è proprio al lavoro amministrativo che occorrerà affrontare per evitare che la barca affondi. Agli interventi, a volte di cesello, altri di spazzatura, che occorrerà mettere in campo per mostrare ai cittadini di Marino che la “svolta è arrivata”; che “l’alternativa è vera”. Mostrarlo ai cittadini, prima che ammiccare a qualsiasi festival della comunicazione, con giornali ed operatori dell’informazione da ingraziarsi. Non sarà questa la strada di questa squadra di centrosinistra che, per andare a fare gol utilizzerà tutti, ma è fortissima proprio nella catena di sinistra. Abbiamo troppo rispetto per gli operatori dell’informazione, e, anzi, in senso buono e civico, li sfidiamo a criticare gli aspetti che eventualmente mostreremo deboli nel nostro agire. Ai cittadini di Marino ci rivolgeremo non populisticamente, ma con la concretezza della partecipazione che decide. Con il potere condiviso. Con la ricerca del consenso non sulle chiacchiere, ma sugli esiti. Tutte queste scritte fino ad ora, qui, non sono nè promesse, nè distorsioni. Ora non interessa gridare quanto è pessimo il candidato sindaco “x”, o la lista “y”, o la coalizione “z”, nostri avversari. No, a noi interessa che con analisi oggettiva, sia chi voglia misurarsi nel confronto politico democratico, ma soprattutto i cittadini, leggano la situazione per quella che è, e che si è determinata non per accidenti giunti dalla luna, ma per scelte politiche della destra e dei personaggi – più o meno gradevoli, più o meno invischiati in zozzerie – che l’hanno guidata in questi anni. L’analisi, ci consegna un comune, che mentre nel recente passato era fiore all’occhiello e guida nei Castelli romani, oggi è ultimo. Nella occupazione assoluta e dei giovani; nell’economia, sia come pil che, soprattutto come prodotto interno sociale. L’analisi, questa è una opportunità, ci indica anche che questo stato di cose, anche se drammatico, non è irreversibile. Anzi, con scelte e lavoro politico-amministrativo volto a creare alleanze economico-sociali-istituzionali può ribaltare la situazione. Dall’oggi al domani? Non diciamo fesserie. E’ un lavoro di lunga lena, ma segnali immediati, ed anche parziali risultati concreti oltre i segnali, sono possibili. La chiave è la fiducia e la partecipazione attiva. Delle categorie economiche, così come delle agenzie educative – prime fra tutte la scuola – ; dell’associazionismo sociale e culturale, così come degli organismi che occupandosi di sport non confineranno la propria attività (siano essi di estrazione pubblica o privata) solo nell’agonismo, ma saranno disponibili a sviluppare le politiche dell’OMS della promozione della salute tramite le azioni di sport di massa e movimento. L’analisi della realtà politica e amministrativa ci ha fatto conoscere, con grande vergogna e con gravi comportamenti di sottovalutazione della destra, tutti gli aspetti che si sono snocciolati, e forse non terminati a detta della stampa, delle corruttele, del malgoverno, delle guerre per bande. Ecco, ciò che Eleonora ha lanciato nella presentazione alla Sala Lepanto non è solo un inizio di campagna elettorale; non è solo un ritornare a parlare un linguaggio diritto, trasparente, diretto coi cittadini; no, Eleonora ha fatto qualcosa in più. Ha testimoniato alla città e al mondo politico che non è lì per scelta divina, o per farsi guidare da qualche padre tutelare, no. Lei è lì perchè, figlia di anni di coerente politica critica verso uno scellerato modo di governare; ora può presentarsi con tante forze unite, con una vera squadra politico-amministrativa che è in grado di non stare a perdere tempo per liti, guerricciole o il peggio che ha mostrato la destra (come si evince dalle profonde spaccature che hanno determinato le loro contrapposizioni in più liste e candidati sindaci proposti); ma è una squadra che all’unisono vuole interpretare quel ruolo di riannodare il legame di fiducia coi cittadini. Fiducia da rendere palpabile. Fiducia che non si intende, nè da parte dei partecipi alla coalizione, nè da Eleonora stessa, come una polverina magica da utilizzare per annebbiare. No, la fiducia, la vorremo riconosciuta se mostreremo come la capacità amministrativa – come dice Eleonora, i fatti – , sia stata da parte nostra immediatamente percepita come risultato di pratica amministrativa grazie ad un di più: quello di mostrare scenari possibili futuri. Quello di mostrare la concretezza, oltre che la bellezza di valori ed ideali di cui siamo portatori. E, queste, non sono parole: è concreta idealità gestire e produrre solidarietà. E’ concreta idealità e rispetto di valori profondi ogni azione che utilizzeremo per NON dare un euro ad ognuno, ma non dare nulla a chi già ha, dare poco a chi ha molto, dare molto a chi non ha nulla. Idealità concreta, valori forti, tutti di sinistra, tutti della cultura solidale della ispirazione culturale e sociale della storia e della pratica del cattolicesimo italiano, del socialismo italiano. Queste basi sono il solido terreno su cui si è basato l’impegno di Eleonora nel suo e nostro motto: #Facciamosquadra. La destra lo capisca, non ha più spazio. I facili populismi lo comprendano, non si può far finta di scimmiottare con scopiazzature le culture che la sinistra ha nel proprio bagaglio da secoli. Questo è il tempo della Rinascita: e le parole sono pietre e non è possibile “scipparle”. Da sempre, nel mondo ed in Italia, così come a Marino la Rinascita è accezione di Sinistra, non a caso è stata per decenni una solida, vivace, plurale rivista dei Comunisti. Con Eleonora Di Giulio, con l’ampio schieramento di centrosinistra, a trazione sinistra, confidiamo che i cittadini entrino in sintonia e consentano la svolta. I comunisti ce la metteranno tutta.

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