E LA SINISTRA MARINESE CONFERMA CHE VUOLE ESSERE SINISTRA!

DA COSA NASCE COSA.

E LA SINISTRA MARINESE CONFERMA CHE VUOLE ESSERE SINISTRA!

di maurizio aversa

Maurizio-Aversa-1 - Copia                    Lo hanno compreso tutti, chi si è reso protagonista della scena politica, così come ogni singolo cittadino che non si è sottratto dal comune interesse della nostra città. Cosa hanno compreso?

Tutti hanno compreso che questa prova elettorale amministrativa nel comune di Marino sarà una svolta. Come ogni svolta può essere portatrice di più o meno elementi di innovazione, di alternativa. Ma, comunque sia, il percorso che già da diverso tempo è in cammino a Marino, ha prodotto alcune certezze per lo scenario che sarà.

Vogliamo qui, pubblicamente, fare delle chiare ipotesi sugli scenari possibili.

Uno, il più banale, è quello che si affida all’onda. E’ il caso del M5S. Infatti non è difficile pensare che uno scenario possibile è che il partito pentastellato giunga al ballotaggio. Ma, pur rendendo omaggio (non per condivisione di scelta, ma per chiarezza politica – finalmente! – ) al locale movimento tammariano che ha deciso di entrare nel M5S; non è che ci sia da aspettarsi iniziative, capacità di confronto reale, col resto delle forze politiche marinesi. No. Il M5S, in virtu’ di non si sa quale collegamento astrale o religioso è destinato a vivere di se stesso. Conclusione: se la calamita “nazionale” tirerà un paio di punti in più di qualcun altro allora giungerà al ballottaggio; altrimenti, avranno – come non additarlo come aspra critica? – sprecato energie e risorse ad un progetto di cambiamento che potevano tranquillamente coordinare. Invece, pavidi delle responsabilità che ne sarebbero seguite hanno preferito la grande scommessa: il banco o niente. E quanti osanna hanno e possono suscitare queste “sparate”. Dopo di che, resta il quesito vero. Ai cittadini, nel caso più negativo – cioè che si riproponga la vecchia amministrazione, riverniciata e nascosta, – farò più piacere l’aver ascoltato la frase ad effetto, oppure resterà l’incazzatura per non aver spostato di un’acca lo stato di cose? E, nel caso meno negativo. Vale più il petto in fuori del tribuno di turno, oppure non si poteva (doveva) condizionare al meglio un cambiamento possibile? Ecco, su questi quesiti veri, il M5S non ci tiene né a dare risposte, né a misurarsi con i cittadini. Perché? Non perché – sarebbe facile polemica – non abbiano di che dire; ma, sostanzialmente, perché tutto il loro eventuale intervento in merito, non sposterebbe che uno 0,00001 del proprio accredito nazionale. Si. Loro, i locali del M5S, sanno benissimo che se non avessero il marchietto cocacola-grillino, sarebbero seguiti da qualche decina di sostenitori. Per questo l’unica scelta politica di rilievo che li riguarda è quanto ha deciso il movimento tammariano. Il quale, forse, dovrebbe chiedersi, perché essendo l’unica vera forza organizzata antelitteram grillina, non debba avere un peso specifico maggiore che non ha. Certo è che prevalente è il pazzesco binomio: se vince nazionale, va avanti il M5S a Marino, se non vince, amen. E ai cittadini che resta? Battersi un mea culpa? E’ a tutti gli effetti un delitto politico. L’onda può esserci o no, ma, comunque è evento temporaneo che poi finisce.

Un altro scenario, visto il grande retaggio (seppure ormai sbrindellato nelle colonne portanti) e visto il grande impegno quotidiano – a cominciare da chi tiene le fila di F.I. provinciale. Coè un partito pietra angolare che è stato di governo ed è di potere – è quello che al ballottaggio si presenti la destra. Destra che qualcuno ci suggerisce di non dire “fascista”, perché nominalmente non c’è né la Lega, né Fratelli d’Italia, né gli orfani della fiamma che sono accovacciati altrove. Ma questa posizione critica, non tiene conto però che lì dentro, questa destra che lavora a mascherarsi, ci sono tra i sostenitori maggiori – sia di Forza Italia che di altre componenti – delle posizioni razziste, xenofobe e qualunquiste. Che meticolosamente, con mestiere, con grande eccesso di zelo, non solo copiano e riproducono parte del vecchio sistema di potere delle promesse (ma stavolta, poveri loro, senza le leve del comando della pubblica amministrazione, quindi depotenziati di una qualsiasi credibilità sul buon fine delle promesse stesse), ma tendono su ogni singola occasione a spargere qualunquismo. Suggerimenti? Nessuno, non ci interessa. Ma teniamo d’occhio questa “proposta politica e amministrativa”. Perché? Intanto, per ricordare sempre la stessa domanda, mai evasa. Sempre elusa. Per codardia e per mancanza di risposte vere. Avete, signori della destra imbellettata, la buona creanza di chiedere alla città, a chi vi ha sostenuto, a chi vi ha avversato con ragione, mille volte scusa per ciò che avete combinato alla città? Non avete voluto saltare il giro. Non avete avuto (non tutti in verità, ma qui ci rivolgiamo a chi “non molla”) né il buon gusto né la decenza politica di proporvi come semplici oppositori. E siete lì a mestare per ipotesi di corsa al ballottaggio. Ma con quale lato della faccia? Ormai li avete mostrati tutti. Addirittura, per farla grossa, sembra che abbiate in animo anche di accogliere chi si professa “né destra e né sinistra”; e i compari a specchio “destra e sinistra sono uguali”; oppure gli orfani democristiani che si vergognano di dire che lo sono “non ci sono più destra e sinistra”. Ecco questo qualunquismo costruito sull’analisi di un dibattito politico buono per il dopo terzo litro alla bettola, non potrà portare nulla di buono ad una società, quella marinese, che innanzitutto ha bisogno di sapere quale visione di futuro l’attende. E, quindi, conseguentemente, quale proposta possa divenire concreta facendo da un lato i conti con la cassa che c’è; e dall’altra allontanando coloro che questa cassa – con un eufemismo – hanno male utilizzato. Sicuramente a danno dei cittadini e non a loro vantaggio. Ecco, perché, la destra rifatta, coi lifting, siliconata, col vestito della festa pulito davanti e sporco nel retro, non può andare bene. Perché non “passa” dapprima per la via delle scuse e di una seria analisi pubblica in cui si indicano gli errori di scelta politica. Invece si è cercato il capro espiatorio di comodo, come se l’accaduto non fosse il prodotto di, ma semplicemente un accidente casuale. Dunque, lo scenario di una destra (mascherata) al ballottaggio sarebbe una catastrofe bis per la città.

WP_20160213_12_17_54_Pro (1) - CopiaL’altro scenario possibile è quello che definiamo il più concreto. Anzi, del quale pensiamo i cittadini siano desiderosi, speranzosi e anche…stanchi di aspettare. Si tratta dello scenario che vede protagonista un – finalmente – riunito centrosinistra con la barra a sinistra. Non è formulistica. Né politichese. E’ cosa chiara e comprensibile. Un centrosinistra, ad esempio senza l’apporto di una parte consistente di ex comunisti, o comunisti attuali, o progressisti, è possibile. Ma avrebbe la necessità di incamerare parti e storie e organizzazioni di destra, incluse le scelte conseguenti (politiche sociali, politiche dell’accoglienza ecc.). Cosa questa che molta parte del PD locale, ad esempio, non vuole. Resta dunque valida l’altra scelta: quella di un centrosinistra con barra a sinistra. Con Liberazione in corso, con Sel, con Il Partito Comunista d’Italia. E cosa cambia – non politichese, ma concretamente – per il centrosinistra in tal senso? Ad esempio, ed un cambio già avvenuto, che una parte storica della sinistra (centrosinistra) come le componenti socialiste e della Margherita che nel momento delle scomposizioni di inizio secolo, a Roma, a Marino e nel Lazio si atomizzarono dando vita anche a raggruppamenti (tipo liste civiche), mentre a livello locale sposavano giunte con la destra, a livello di voto nazionale continuavano a preferire orientamenti di centrosinistra: Ecco ora quelle componenti (che con interessata o non conosciuta realtà delle cose, qualcuno ha voluto definire come un pezzo di destra che entra nel centrosinistra) sono ritornate a casa. Nella casa della sinistra e del centrosinistra. Lo dimostra il fatto che Sel e i comunisti non hanno avuto difficoltà alcuna nel sostenere unitariamente – con tutto il centrosinistra – una candidatura a sindaco, che seppur da dietro le prime linee, apparteneva proprio a queste forze tornate a casa. Purtroppo, Oriano De Luca, per causa di forza maggiore, non sarà della partita, ma l’intento è il medesimo. L’indirizzo è quello tracciato. Il profilo di questa proposta politica e amministrativa è chiara e certa. Ora, come comunicato diversi giorni fa circa il lavoro messo in atto da una commissione per il programma, il lavoro di assemblaggio e stesura coi vari contributi è giunto a compimento. Sarà cura di tutti, come nei tratti essenziali aveva già annunciato lo stesso De Luca, rendere chiaro il portato innovatore ed alternativo del programma rispetto alla precedente esperienza amministrativa. Sarà fatto mettendo l’accento sulla valenza politica. Si, perché a nessuno deve essere celato che più forza potrà acquisire la coalizione, più facile sarà la gestione stessa della attuazione del programma. Per essere chiari. Più forza potrà essere riconosciuta alla candidata sindaco, più probabile potrà essere – magari saltando perfino il ballottaggio – che la nuova amministrazione si avvii velocemente al completamento del risanamento (già portato avanti dal commissario prefettizio) e mettere in campo la visione che spetta a Marino per il futuro prossimo. Le illazioni, i gossip politici, che un po’ per riempire, un po’ perché è difficile dopo anni di rapporti con chi gestiva il potere attraverso annunci e bugie, poter ora interpretare che se una cosa viene sostenuta è perché la si sta perseguendo. Non ci sono depistaggi. Non ci son mezze verità. C’è una ipotesi, ci sono scelte. Condivisibili o meno. Ma tutte alla luce del sole e tutte dichiarate per quello che sono. I comunisti, ad esempio, pensano che il PD sta facendo la cosa giusta. Sta indirizzando la coalizione sull’ apporto della parte sinistra del centrosinistra. Questo porterà alla vittoria probabile. Questo lascia qualche scontento ma, ed è qui il grande apprezzamento da sottolineare mille volte da ogni osservatore politico, rende possibile riunire quanto ieri era diviso. Questa unità, pur non eliminando singole critiche, al di là del volume alto, non ha un coro di centinaia o migliaia di persone! No. Ha semplicemente una onesta, legittima posizione politica pre-ideologica, che non è condivisa da tutti gli altri componenti della coalizione stessa. Allora, poiché, anche dando credito alle grandi spallate di potere politico; e fatta la tara tra l’assenza di barbarie e pistolettate che non ci sono state; e preso atto che Marino non è un comunello di cinquecento abitanti che passa inosservato; ne consegue che è vero che le posizioni attuali di critica, possono comunque risolversi con un reingresso in coalizione. Altrimenti, giusta ogni posizione, ma non si usi il linguaggio dell’usurpazione che non è mai avvenuta. Sul nostro cammino, sono rimaste in terra, alcune idee che abbiamo ritenute superate. Non vittime politiche, non vittime di ostracismo.

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