La povertà è causata dallo sfruttamento dei lavoratori

lavoro-2Il giornale online “Noicambiamo” si contraddistingue, rispetto ad altri strumenti di informazione “locale”, per alcuni aspetti sommari. E’ la voce di cittadini organizzati in un movimento politico antipartiti che ha avuto come apice l’elezione a consigliere di Adolfo Tammaro. In seguito è un giornale divenuto la voce privilegiata del M5S, non appena il movimento tammariano ha deciso la propria confluenza nel movimento di Grillo. In tutto questo arco e fino alle porte della campagna elettorale ha accolto poco e con molti commenti critici gli scritti o le iniziative dei comunisti. Dopo la campagna elettorale, aumentato il ruolo di megafono del M5S e della Giunta che ora detiene il potere a Palazzo Colonna, ha escluso del tutto, non accogliendo ormai da settimane e settimane notizie, commenti, comunicati del PCI. Un altro aspetto sommario che caratterizza il giornale è l’ospitalità riservata a commenti sociali e culturali di personalità note. Una di queste è Ivano Ciccarelli. Nella sua ultima proposizione ospitata, si cimenta con un piglio da sociologo circa la questione della povertà nel nostro Paese. Però, anche se apparentemente non è evidente, la proposizione è nettamente politica e filopadronale. Nel senso di filocapitalistica. E proprio questo vorremmo contestare.

  1. Ciccarelli sostiene che, anche in virtù dell’aumento delle fasce di povertà, si può assumere come certezza che il problema per la nostra povera Italia è endemico.

Bene. Stando a questa sua catalogazione, allora ne deriva che in altre parti d’Europa o del mondo occidentale tale fenomeno è assente. E’ così? Risulta a qualcuno che non esistano poveri (moltitudini) in Europa o negli Usa o nel resto dell’occidente capitalistico? Ovviamente non è così. Circa i numeri e le varie fonti occorre sempre ricordare che l’asticella (a seconda che contenga parametri e criteri di un certo tipo o di un altro) può alzarsi o abbassarsi. Tuttavia è sotto gli occhi di tutti che le testimonianze dirette, ovvero le diverse fonti, tutte confermano che (in Italia, in Europa e nel mondo occidentale capitalistico) le persone alla deriva sono sempre di più. Ma, appunto, non essendo affatto un fenomeno “endemico”, esso va letto come causa di un qualche effetto.

  1. Ciccarelli indica “tecnicamente” che la formula che crea povertà è la saturazione dei mercati e la sovrapproduzione delle merci.

No. E’ come dire che un incidente automobilistico è causato dalla potenza erogata dal motore. Non ci siamo proprio. Il motore spento non causa alcun incidente. Una guida sicura e prudente non causa alcun incidente. Quindi, non avere di che produrre, ovvero, produrre meno, non ha come unico parametro eliminare chi era addetto a determinate merci. Ma, si può, scegliendo, diminuire l’apporto produttivo di ognuno (lavorare meno) per consentire a tutti di partecipare al diritto al lavoro (lavorare tutti) proprio come indica la Costituzione. Che cosa cambia in questo modo? Due possibili parametri: a) lavorando meno si dà meno salario abbassando il livello di vita (ritornando vicino al tema della povertà/qualità della vita); oppure si dà lo stesso salario (questa è la proposta comunista emersa tra i temi prioritari del Programma minio del PCI dal congresso di ricostituzione del PCI di fine giugno a Bologna a cui i comunisti marinesi hanno contribuito) togliendo meno accumulo di ricchezze nelle mani (tasche) dell’uno percento della popolazione italiana.

  1. Ciccarelli critica le politiche di welfare succedutesi negli anni. Probabilmente a ragione. Ma affrontando il tema dalla coda e non dalla testa, la critica stessa ripropone l’accettazione del tema sfruttamento del lavoro/frutto del lavoro.

Infatti, pur criticabile, l’aggettivazione della sperimentazione, se denominata reddito di cittadinanza e gestita con le stesse modalità regolamentari (vedi esperienze nei comuni a cinque stelle) farraginose e con tanto di ISEE; nonché utilizzando gli stessi fondi (stornati da utilizzi precedenti) del settore welfare in cosa può mutare? Solo nella gestione. Che è fatto importante, ma non qualificante. Ecco perché, ad esempio, sempre nel programma minimo dei comunisti è inserito il reddito minimo garantito collegato non al recepimento di un contributo economico o di servizi comunali gratuitamente; ma collegato a progetti di lavoro per la dignità che ciò comporta nel caso in cui un giovane, una donna, un uomo, (fuori produzione), debbano accedere al sostegno pubblico. Cioè la parte più chiara del punto in questione: NON un contributo di carità, MA un contributo di dignità. La stessa motivazione sostiene la campagna del PCI per l’abolizione di tutti i Ticket sanitari.

CONCLUDENDO

Se è questo lo stato di cose che riguarda la povertà, ben si comprende che le scelte che determinano queste nefaste conseguenze sono in capo alle scelte di politica economica nazionale ed internazionale. Tutte e due rapportate al sistema capitalistico (di imperialismo e guerre) che gli Usa, la Ue, e i governi italiani stanno conducendo da qualche anno. Quindi il modo migliore per affrontare la povertà è capovolgere questo stato di cose. Non partire da qui significa sperare una cosa stupida. Cioè che cambiando il soggetto politico (M5S) inserito al posto di altri soggetti politici (PD e/o destra) si risolva per maggior accortezza. Non è così. Chi lo dimentica, chi lo tace per scelta, chi lo manipola, fa un grande servigio al capitalismo, ai padroni e a tutti gli sfruttatori. Per questo, sempre noi comunisti abbiamo tra i punti cardine l’uscita dell’Italia dalla NATO (corpo armato dell’imperialismo Usa), l’uscita dalla Ue (incapace di una autonoma visione proposizione politica, capace perfino di chiudere gli occhi di fronte ai BRICS che cercano di proporre una alternativa a guerre e sfruttamenti nel mondo), la fine dei governi servili di questo stampo siano essi diretti da Renzi o da altri.

Maurizio Aversa, segretario del PCI di Marino.

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ESTATE SOLIDALE A MARINO

Una buona iniziativa, come comunica oggi, 11 luglio, l’ufficio stampa del comune di Marino, è promosso dall’Ufficio Servizi Sociali.

Invitiamo i nostri lettori e tutti i cittadini che condividono una spinta solidale a dare una mano a chi più ne ha bisogno, interpellando il recapito indicato nell’avviso qui sotto pubblicato. (m.a.)

Asolo 2013 Giovane Anziano

COMUNICATO STAMPA

ESTATE SOLIDALE A MARINO

Appello dell’Assessore ai Servizi Sociali Barbara Cerro

L’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Marino, in collaborazione con la Cooperativa sociale ALTEYA,  al fine di potenziare il servizio di assistenza domiciliare per le fasce deboli, che nel mese di AGOSTO 2016 non possono contare sull’aiuto di nessuno e hanno difficoltà per uscire di casa e per sbrigare le faccende quotidiane, CERCA la disponibilità di cittadini sensibili e solidali che mettano a disposizione qualche ora del proprio tempo nel mese di Agosto.

Sapere di poter contattare telefonicamente qualcuno che risponde a un numero verde, per far fronte a un esigenza personale è un gran sollievo, come lo è sentire dall’altra parte della cornetta una voce amica pronta ad aiutare.

Le persone interessate, possono contattare al più presto il numero 06 93662203  oppure inviare una mail all’ indirizzo barbara.cerro@comune.marino.rm.it indicando il nome del volontario, il numero di telefono per essere ricontattato.

Marino 8 luglio 2016

L’UFFICIO STAMPA

UN SOLO PUNTO, MA CHE LI RICOMPRENDE TUTTI.

UN SOLO PUNTO, MA CHE LI RICOMPRENDE TUTTI.

Perchè Eleonora Di Giulio Sindaco e i cinquestelle no.

di maurizio aversa

Ci sarebbe stato l’imbarazzo della scelta, se al ballottaggio fosse giunta la destra. L’imbarazzo della scelta di quali argomenti utilizzare, dei tanti a disposizione dopo lo sfracello istituzionale, politico e giudiziario costoro hanno fatto vorticare sul cielo di Marino e sulle vite delle persone che abitano questa terra.Maurizio-Aversa-1

E’ andata in quest’altro modo: siamo al ballottaggio una coalizione abbastanza unita sulle cose locali, con sufficiente predisposizione alle cose regionali (grazie a Zingaretti), e assolutamente divisa su importanti temi nazionali e generali. Ma di Marino si parla e si sceglie, qui e ora. Dall’altra parte c’è il famoso movimento dei cittadini cinquestelle.

In questo duello elettorale, non c’è imbarazzo a scegliere, da parte mia, da parte della cultura e della politica comunista, quale argomento mettere in rilievo nel confronto e perché lo ritengo assolutamente a nostro favore e a favore della stragrande maggioranza dei cittadini.

Infatti, alle porte della campagna elettorale c’era chi, da varie parti collocato, pensava che il “tema” di confronto sarebbe stato l’onestà, poi il Divino Amore, poi la composizione di liste e delle proposte della giunta, ecc. ecc. Tutti singoli temi, che a parte la non significatività di demarcazione tra questi due schieramenti (non ci sono delinquenti nel M5S, come non ce ne sono nella coalizione ampia di centro e sinistra), alla fine sembrava quasi che il guaio era passato: non c’era più la destra alle porte di Palazzo Colonna.

In parte è così, ma sostanzialmente e politicamente e amministrativamente non è affatto così.

Infatti se alla coalizione può essere addebitato il “rischio” delle differenziazioni tra vari soggetti politici e civici; quelle stesse differenziazioni sono la miglior garanzia dei “contrappesi democratici e sociali” che si possono attivare nel nostro comune. Col sistema attuale della legge elettorale sui sindaci, è noto a tutti, che parlando in modo spurio di potere quantificato, possiamo riconoscere che il 65% del potere da gestire, in termini di scelta e responsabilità sostanziale è nelle mani del Sindaco (mentre formalmente è il 100%); e l’altro 35% risiede nei meccanismi del dibattito politico, del confronto istituzionale di giunta e extracomunale, nel rapporto coi corpi sociali e civici della città ecc. Quindi in termini di svolgimento dei compiti istituzionali nell’esercitare il potere c’è una azione virtuosa che fa partecipi delle scelte (rieducando e sorreggendo tutte le forme istituzionali e spontanee ed autogestite della società marinese) le misure che verranno adottate. Ciò può avvenire perché in assenza di corruzione, di voto di scambio, di malgoverno, le compensazioni sono quelle delle idee e delle scelte mediate con la società tra “legittimi interessi pubblici e privati”. Si pensi ai servizi, alle scuole, alla mobilità etc.

Al contrario, pur facendo la tara dei comportamenti o idee oltranziste del movimento cinquestelle, comunque  se dovessero approdare al governo della città, ne apporterebbero un danno diverso, ed anche più grave del malgoverno della destra. Infatti, non c’è, nella proposta politica cinquestelle l’idea di mediazione sociale o pubblica o collettiva. L’azione “pubblica” si racchiude nel fare in pubblico il confronto sulle mediazioni di cui le scelte hanno bisogno. E se in pubblico ci sono 100 o 500 persone, o se c’è la rete ad interpellarne 1000, comunque non è garanzia di “rappresentanza” dell’intera comunità. Non c’è alcun contrappeso democratico e sociale. Può essere risolto? Si. Ma i cinquestelle non lo hanno voluto, e non lo vogliono. E’ bene che riflettano, non tanto e non solo ai fini del voto, molti cittadini (specie se attenti partecipi – a volte, spesso, sofferenti  – delle cose della sinistra in Italia ) circa questo fatto. I cinquestelle, a mo’ di setta, non permettono, non accettano, non tollerano, la mediazione politica e sociale. L’unica mediazione praticata è: noi siamo qui, tu “singolo” ti puoi aggiungere poi mediamo con te! Che differenza c’è con la creazione dei clientes di alcune correnti che hanno malgovernato Marino? Qualcuno direbbe che il clientes erano prezzolati. Ora ognuno converrà che se i numeri fossero stati 20, 30 0 1000, si sarebbe anche potuto sostenere di tutti costoro che fosse cosi. Ma, se i numeri (tanti nelle forze che organizzavano anche i clientes; ma anche tantissimi coloro che poi non hanno più seguito quelle forze) cioè le persone sono migliaia e migliaia, è chiaro che si tratta di scelte, per quanto giudicabili errate, adottate per libera scelta. E queste persone, che oggi, per come è andato il primo risultato elettorale, e nell’ipotesi che ricoprissero responsabilità di governo i cinquestelle, in che modo sarebbero tenuti in considerazione? In nessuna considerazione perché non c’è un confronto, un accordo, né politico né amministrativo.

Dove sarebbe il danno? Il danno, in una Italia oggettivamente meno partecipe e quindi più tendenzialmente qualunquista e disinteressata; in una Marino in cui già si è attivato pesantemente il non voto alla prima tornata e c’è il rischio che continui al secondo appuntamento; mettere alla guida della città chi non ha voluto prima verificare, confrontare, mediare perfino, posizioni politiche e amministrative utili a dare risposte ampiamente condivise ai cittadini, alla risoluzione dei problemi; che poi è la stessa forza che come non lo ha fatto prima sostiene che non lo farà neppure dopo, che utilità potrà mai dare alla città? Nessuna solo un danno.

In verità, c’è un caso, in cui potrebbe essere “utile alla città”. Se in un primo turno qualsiasi (quindi non ora al ballottaggio) la sua proposta raggiungesse l’80/90% dei consensi. Allora non sarebbe – al di là della qualità della proposta – un ricoprire responsabilità contro la città, ma sostenuto dalla stragrande maggioranza di essa. E’ avvenuto questo caso ? No. Quindi un governo di questo cosiddetto movimento sarebbe deleterio per la città, per la qualità democratica delle istituzioni, per l’assenza di rappresentazione e mediazione sociale e politica dei legittimi interessi plurimi che una comunità, in toto, esprime.

Quindi non c’è scampo: escluso il caso del “plebiscito” al primo turno, o i cinquestelle cassano, cancellano, buttano alle ortiche il loro apparente “totem” del non confronto; oppure sono destinati a fare del male alle comunità, ai comuni, alle agibilità democratiche e alle espressioni sociali che dovessero governare dopo un secondo turno di ballottaggio. Il tutto, per loro scelta non per imposizione di qualcuno.

Per questo, oggi, a Marino, come ritengono i comunisti, la scelta giusta è dare via libera ad Eleonora Di Giulio affinchè con la sua ampia coalizione assuma la guida della città. Diventando Sindaco di Marino grazie al consenso degli elettori.

Assemblea Costituente di PCI Lazio:un successo!

COMUNICATO DALL’ASSEMBLEA RICOSTITUZIONE PCI LAZIO Roma, 13 giugno 2016

Assemblea Costituente di PCI Lazio:un successo!

lucbatt2Domenica 12 a Roma, si è svolta l’Assemblea Costituente del PCI del Lazio. I Comunisti nuovi per approdo o per motivi anagrafici, unitamente ai Comunisti provenienti da esperienze organizzate (PCdI, Prc e altre) hanno dato vita ad un confronto basato su due poli: da un lato i documenti che sono stati posti a base della ricostituzione del PCI (Statuto e Tesi), e dall’altra il confronto avviato non verticisticamente da qualche segreteria, ma dalle decine di assemblee svolte nel Lazio (come nel resto d’Italia) che hanno visto partecipi dirigenti, attivisti, cittadini e popolo di sinistra sulla fondamentale domanda circa il PCI. E’ necessario il PCI oggi? E poi, quale PCI è necessario oggi).

Velocemente, è stata insediata la presidenza dell’assemblea, votata e applaudita all’unanimità. Così, non appena preso posto, il giovane Lorenzo Gensini (diciottenne della FGCI), Walter Tucci, Edoardo Castellucci, Manuela Palermi, Lagi Alessandro, Claudio Leoni, Ugo Moro, Cristina Cirillo e Luca Battisti, l’assemblea ha iniziato i propri lavori: “Già il modo di svolgimento, – lo si comprende dalla relazione di Luca Battisti – che ricorda il percorso, è già risposta politica fondamentale. Assemblee, assemblee aperte, contributi di comunisti che erano rimasti chiusi in casa, che avevano abbandonato non i partiti, ma la politica, ora si sono ripresentati. Per mettere il proprio bagaglio di conoscenze, così come le proprie critiche da indicare, dubbi e impegni da condividere: questo metodo, ed ecco perché le tesi (perché sul complesso delle proposte si può accentuare o no un aspetto, si può individuare un elemento di rottura o un altro di positiva continuità ecc.”. “Senza contare, – come ha sottolineato Battisti – che una parte importante e notevole di giovani, sono qui per riproporre con forza l’attualità, la modernità, la necessità ideale e culturale del ruolo dell’idea e della forza comunista organizzata. Ma fatto tesoro di questa necessità che matura da una scelta, ci sono altri elementi, drammatici e tragici della realtà, che certificano l’assoluta necessità della forza comunista in Italia.”. – Così, tracciando l’escalation delle opzioni di guerra derivanti dal capitalismo e di come sia incapace e impossibilitato a risolvere la propria crisi più grande da decenni a questa parte, Luca Battisti offre alla vasta, affollata, partecipe assemblea “una serrata analisi sociale, economica e culturale che mostra la lettura di classe da una parte (come Marx  e Lenin ci hanno lasciato in consegna), e dall’altra come una risposta all’altezza dei tempi ci deve far fare i conti con la realtà ma senza rinunciare alla bontà dell’analisi gramsciana sull’egemonia, dell’analisi e della proposta togliattiana della via italiana al socialismo, e degli aggiornamenti teorici e di linee politiche adottate per far svolgere un ruolo fondamentale ai comunisti in questa parte del mondo. – e qui Battisti sottolinea – Muoversi nel solco della ricostituzione del PCI per riproporre un partito di militanti, di quadri e di massa, non vuol dire essere velleitari, ma indirizzare, a dispetto della apparente poca forza di oggi, in quella direzione questo Partito Comunista. romaAsLazio2Muoversi con un comportamento politico che mette insieme e privilegia le lotte operaie e per il lavoro non è una cosa vetero, ma una necessità per bloccare la falcidia sociale che i padroni, il capitalismo attuano quotidianamente contro i lavoratori e la società italiana. Perseguire, con una forte critica sullo stravolgimento e la strumentalizzazione delle istituzioni (che quindi dobbiamo rispettare, ma non più considerarli sacrali quando distorcono le basi della democrazia effettiva, come nel caso delle porcate contro la Costituzione), una politica unitaria, di tutte le forze comuniste, dell’alveo di riferimento delle varie sinistre, al fine di essere efficaci e concreti punti di riferimento delle battaglie sociali e politiche, incluse quelle elettorali che in questo frangente non analizzeremo perché di ritorno dall’Assemblea Costituente nazionale a Bologna faremo derivare i Congressi Costitutivi del PCI regionali e in quella sede ci sarà spazio per puntuali prese di posizioni e proposte. Anche questo è il senso del ruolo basilare che poniamo come riferimento nostro il pensiero e la politica berlingueriana: a cominciare dalla questione morale, ma non solo”. Un altro fondamentale punto di riferimento, Luca Battisti lo ha offerto all’assemblea quando ha messo in evidenza che “la ricostituzione del PCI, sta già muovendo interesse e partecipazione vera. La linea di estrema critica alla UE e la previsione di ricontrattazione totale dei rapporti esistenti a salvaguardia della autonomia del Paese e a difesa dei lavoratori e dei ceti deboli (anzi perfino di una parte di imprenditori), ha come alternativa la fuoriuscita dell’Italia dalla stessa UE per come è oggi. Infine, non per importanza ma per agenda temporale, sia chiaro che il piegare le istituzioni ai voleri del capitalismo che socializza le perdite e accumula in proprio i profitti per i padroni, è la battaglia principe. maintervAsLazPCIQuindi i Comunisti saranno schierati ed attivamente presenti in tutte le azioni che rendano vittorioso il NO ai referendum Costituzionali voluti dal Governo e dal PD. E proprio a partire da questo, oltre lo snaturamento (e il tradimento) che questo partito ha operato nei confronti di una tradizione che non gli appartiene più, il nostro giudizio netto è che questo PD, questo gruppo dirigente, è asservito alla unica azione del capitalismo nazionale ed internazionale e perciò nostro nemico di classe. Noi ci occuperemo del PD per rivolgergli attacchi feroci, per mostrare, a quanti ancora lo confondono con ciò che non è, che la tradizione comunista sta da un’altra parte: col ritorno del PCI.”. In rappresentanza delle migliaia di iscritti del PCI Lazio, una delegazione di 120 comunisti e comuniste parteciperanno all’assemblea nazionale di Bologna dei 500 che ricostituiranno il Partito Comunista Italiano.

Dal comune di Marino, quattro i delegati che parteciperanno alla ricostituzione del PCI nazionale: Stefano Enderle, Sergio Santinelli, Marco Cavacchioli e Maurizio Aversa.

Voto, voto libero, voto comunista. (cronachetta del mini-intervento al comizio)

Voto, voto libero, voto comunista. (cronachetta del mini-intervento al comizio)

di maurizio aversa

Abbiamo fatto questa scelta coi compagni, nell’approssimarsi della campagna elettorale: esprimere il nostro punto di vista – considerato la ristrettezza del tempo a disposizione – con alcune citazioni. Così dal palco di piazza Sciotti, quando mi è toccato prendere la parola ho dapprima citato l’amato Sandro Pertini: i governanti che non eseguono il bene del popolo vanno cacciati a calci dai ruoli di responsabilità che stanno ricoprendo. Agli applausi che ne sono seguiti, ho aggiunto una citazione di Enrico Berlinguer, il mai abbastanza compianto capo comunista e apprezzato politico onesto che travalicava l’opinione positiva che avevano di lui sia cittadini comunisti e di sinistra ma anche cittadini di ben altro orientamento. In particolare di Berlinguer ho ricordato che la questione morale che egli additava non era un generico richiamo a non rubare, ma una cosa più subdola e più cancerogena: ossia il rischio (come purtroppo per molta parte è avvenuto) che la politica, i partiti, gli stessi partiti democratici, non fossero capaci di autoriformarsi in funzione della trasparenza e del rispetto della divisioni delle funzioni: una cosa è il governo, altra cosa è la funzione dei partiti. comchiu1Per questo, ho illustrato, noi comunisti finalmente ci siamo decisi a ricostituire il PCI, per la capacità unitaria che sa esprimere, per la necessità di dare un punto di riferimento ai comunisti e al popolo della sinistra, oltre quelle forze che vorrebbero presentarsi come continuatori storici e che non lo sono. Proprio per questo a Marino ora il PCI c’è. Proprio per questo il PCI a livello nazionale ci sarà nuovamente dalla fine di giugno. Quindi ho voluto citare due cose dette da Nicola Zingaretti nel suo intervento di Cave di Peperino (Marino centro). Ha detto il presidente della regione Lazio, che in questi anni siamo tutti un po’ più soli, più individui singoli, ai quali non è stato prospettato la via d’uscita possibile come una unione nella famiglia, o nella comunità per affrontare anche i momenti più duri. In effetti, ho commentato, l’essere soli, non capita per caso, ma è sistema, è il sistema dell’individuo predisposto ad essere concorrente di altro individuo, per aver messo al centro l’accaparramento e il benessere individuale a scapito di un altro evidentemente. Ho ricordato che questa è il tipo di denuncia che accomuna noi comunisti, che diciamo che ciò è frutto del liberismo e del capitalismo, e Papa Francesco che denuncia ogni volta che può il fatto che questa società ha sostituito un dio spirituale col dio denaro. Poi ho citati ancora Zingaretti per la chiusura del suo intervento, quando, rivolto ad Eleonora Di Giulio, a fianco a lui sul palco, gli ha detto: questione Divino Amore, noi in regione non abbiamo preso iniziativa. Perché? Perché riteniamo che nostro compito è attuare quanto i comuni, in questo caso il comune di Marino che sarà guidato da Eleonora, che ci dirà cosa fare della cementificazione del Divino Amore. Ecco, dal palco di piazza Sciotti, ho ricordato questa dichiarazione e l’ho attualizzata in modo esplicito dicendo che per noi è no alla cementificazione. Per questo, in queste ore è importante preparare bene il dopo elezioni. In che modo? Dando la giusta forza ad Eleonora Di Giulio, facendola sostenere da una forza politica fondamentale, i comunisti, di nuovo presente sul territorio. Facendola sostenere da consiglieri comunali che attuino pienamente e senza tentennare il programma concordato. Scortando il cammino di Eleonora con eletti comunisti. Ma questi si ottengono se ci sono cittadini che votano i candidati comunisti, che scelgono il simbolo e la lista comunista. Di questo ha bisogno Marino ed Eleonora Di Giulio: di un voto di popolo, di un voto libero, di un voto comunista. Passate parola.

#Facciamosquadra: Eleonora si presenta

di maurizio aversa

eleE’ con determinazione, non di maniera, che Eleonora ha scandito alcune volte: “noi non abbiamo paura. Io non ho paura”. Il riferimento? Non a qualche minaccia che non è giunta. Neppure a ciò che verosimilmente sarà l’agguerrita opposizione di destra, se, come auspichiamo, saremo noi ad andare a governare la città. Piuttosto il riferimento è proprio al lavoro amministrativo che occorrerà affrontare per evitare che la barca affondi. Agli interventi, a volte di cesello, altri di spazzatura, che occorrerà mettere in campo per mostrare ai cittadini di Marino che la “svolta è arrivata”; che “l’alternativa è vera”. Mostrarlo ai cittadini, prima che ammiccare a qualsiasi festival della comunicazione, con giornali ed operatori dell’informazione da ingraziarsi. Non sarà questa la strada di questa squadra di centrosinistra che, per andare a fare gol utilizzerà tutti, ma è fortissima proprio nella catena di sinistra. Abbiamo troppo rispetto per gli operatori dell’informazione, e, anzi, in senso buono e civico, li sfidiamo a criticare gli aspetti che eventualmente mostreremo deboli nel nostro agire. Ai cittadini di Marino ci rivolgeremo non populisticamente, ma con la concretezza della partecipazione che decide. Con il potere condiviso. Con la ricerca del consenso non sulle chiacchiere, ma sugli esiti. Tutte queste scritte fino ad ora, qui, non sono nè promesse, nè distorsioni. Ora non interessa gridare quanto è pessimo il candidato sindaco “x”, o la lista “y”, o la coalizione “z”, nostri avversari. No, a noi interessa che con analisi oggettiva, sia chi voglia misurarsi nel confronto politico democratico, ma soprattutto i cittadini, leggano la situazione per quella che è, e che si è determinata non per accidenti giunti dalla luna, ma per scelte politiche della destra e dei personaggi – più o meno gradevoli, più o meno invischiati in zozzerie – che l’hanno guidata in questi anni. L’analisi, ci consegna un comune, che mentre nel recente passato era fiore all’occhiello e guida nei Castelli romani, oggi è ultimo. Nella occupazione assoluta e dei giovani; nell’economia, sia come pil che, soprattutto come prodotto interno sociale. L’analisi, questa è una opportunità, ci indica anche che questo stato di cose, anche se drammatico, non è irreversibile. Anzi, con scelte e lavoro politico-amministrativo volto a creare alleanze economico-sociali-istituzionali può ribaltare la situazione. Dall’oggi al domani? Non diciamo fesserie. E’ un lavoro di lunga lena, ma segnali immediati, ed anche parziali risultati concreti oltre i segnali, sono possibili. La chiave è la fiducia e la partecipazione attiva. Delle categorie economiche, così come delle agenzie educative – prime fra tutte la scuola – ; dell’associazionismo sociale e culturale, così come degli organismi che occupandosi di sport non confineranno la propria attività (siano essi di estrazione pubblica o privata) solo nell’agonismo, ma saranno disponibili a sviluppare le politiche dell’OMS della promozione della salute tramite le azioni di sport di massa e movimento. L’analisi della realtà politica e amministrativa ci ha fatto conoscere, con grande vergogna e con gravi comportamenti di sottovalutazione della destra, tutti gli aspetti che si sono snocciolati, e forse non terminati a detta della stampa, delle corruttele, del malgoverno, delle guerre per bande. Ecco, ciò che Eleonora ha lanciato nella presentazione alla Sala Lepanto non è solo un inizio di campagna elettorale; non è solo un ritornare a parlare un linguaggio diritto, trasparente, diretto coi cittadini; no, Eleonora ha fatto qualcosa in più. Ha testimoniato alla città e al mondo politico che non è lì per scelta divina, o per farsi guidare da qualche padre tutelare, no. Lei è lì perchè, figlia di anni di coerente politica critica verso uno scellerato modo di governare; ora può presentarsi con tante forze unite, con una vera squadra politico-amministrativa che è in grado di non stare a perdere tempo per liti, guerricciole o il peggio che ha mostrato la destra (come si evince dalle profonde spaccature che hanno determinato le loro contrapposizioni in più liste e candidati sindaci proposti); ma è una squadra che all’unisono vuole interpretare quel ruolo di riannodare il legame di fiducia coi cittadini. Fiducia da rendere palpabile. Fiducia che non si intende, nè da parte dei partecipi alla coalizione, nè da Eleonora stessa, come una polverina magica da utilizzare per annebbiare. No, la fiducia, la vorremo riconosciuta se mostreremo come la capacità amministrativa – come dice Eleonora, i fatti – , sia stata da parte nostra immediatamente percepita come risultato di pratica amministrativa grazie ad un di più: quello di mostrare scenari possibili futuri. Quello di mostrare la concretezza, oltre che la bellezza di valori ed ideali di cui siamo portatori. E, queste, non sono parole: è concreta idealità gestire e produrre solidarietà. E’ concreta idealità e rispetto di valori profondi ogni azione che utilizzeremo per NON dare un euro ad ognuno, ma non dare nulla a chi già ha, dare poco a chi ha molto, dare molto a chi non ha nulla. Idealità concreta, valori forti, tutti di sinistra, tutti della cultura solidale della ispirazione culturale e sociale della storia e della pratica del cattolicesimo italiano, del socialismo italiano. Queste basi sono il solido terreno su cui si è basato l’impegno di Eleonora nel suo e nostro motto: #Facciamosquadra. La destra lo capisca, non ha più spazio. I facili populismi lo comprendano, non si può far finta di scimmiottare con scopiazzature le culture che la sinistra ha nel proprio bagaglio da secoli. Questo è il tempo della Rinascita: e le parole sono pietre e non è possibile “scipparle”. Da sempre, nel mondo ed in Italia, così come a Marino la Rinascita è accezione di Sinistra, non a caso è stata per decenni una solida, vivace, plurale rivista dei Comunisti. Con Eleonora Di Giulio, con l’ampio schieramento di centrosinistra, a trazione sinistra, confidiamo che i cittadini entrino in sintonia e consentano la svolta. I comunisti ce la metteranno tutta.

MARINO. PCD’I: KUTSO CHE LISTA! Eleonora Di Giulio si impegna con Matteo Gabbianelli per la soluzione pubblica, sportiva e culturale del Palaghiaccio.

treNella Lista del Partito Comunista d’Italia, in questa tornata 2016 per le amministrative del comune di Marino, tra i candidati ci sarà Matteo Gabbianelli (Kutso). Pur provenendo da Roma, Matteo è discendente di una famiglia di sinistra, con iscritti comunisti residente negli anni a Marino, più precisamente a Cava dei Selci. Ora le sue qualità artistiche sempre più lo hanno affinato nella ricerca culturale che metta insieme giovani e musica. Ribellione e conoscenza. Passione e dedizione. Le “non regole” certamente non fatte di vuoto, ma di curiosità e di opportunità vera per le vite dei giovani e di tutti gli individui. Questa presenza nella Lista, di Matteo  è vista come un valore aggiunto. Egli stesso la illustra come impegno, nel luogo in cui vive ed abita – anche se poi, in pratica vive ed abita il mondo –, unita al binomio giovani e musica, trasformandolo in un pensiero efficace di giovani, musica e territorio. In una intervista sotto il palco del Concertone del Primo Maggio Matteo ebbe a dire “Il nostro sorriso, quello dei Kutso, è contro l’arroganza  dell’autorità, contro chi con prepotenza e ipocrisia si arroga il diritto di dirigere questo Paese senza avere alcuna competenza. Il sorriso è la rivoluzione.”. sergiomatteoEleonora Di Giulio, candidata Sindaco del comune di Marino, in occasione della conoscenza diretta di Matteo Gabbianelli, dopo aver approfondito alcune questioni del programma ha dichiarato: “Proprio il nostro impegno che si basa su un solco di assoluta legalità e trasparenza, di lotta alla corruzione e di difesa del bene diffuso delle cose pubbliche, siano materiali che immateriali, ci fanno mettere immediatamente in sintonia non solo con le persone, i giovani e giovanissimi che rappresenta per empatia e comunanza Matteo, ma ci mette in totale sintonia proprio sulle aspettative e su quanto reciprocamente ci impegniamo a fare. In particolare – conclude Eleonora Di Giulio – proprio la richiesta di Gabbianelli di una visione ad area larga dell’utilizzo di strutture, ad esempio come  l’ex Palaghiaccio, che possono essere ancora riallocate in chiave pubblica e a servizio non solo di un business ma di un movimento economico virtuale capace di dare un punto di riferimento che manca, non solo a Marino e nei Castelli romani, ma anche a Roma e in Italia. Questa intuizione e richiesta programmatica noi la facciamo nostra e Matteo ci aiuterà a realizzarla”. maedgmgezIl segretario del PCdI, Maurizio Aversa, nella stessa occasione ha espresso soddisfazione per la scelta di Matteo di dare ulteriore qualità, culturale e giovanile, alla lista comunista. Con una punta di ottimismo ha voluto ricordare un parallelo storico e politico. “Negli anni settanta – illustra il segretario comunista – vivemmo una stagione bellissima per tornare a guidare il comune di Marino dopo una parentesi democristiana. Furono gli anni in cui un giovane, tal Vittorio Nocenzi, leader di una band nascente, il Banco del Mutuo Soccorso, si presentò nella lista comunista e fu eletto e realizzò un pezzo del programma annunciato. Poi continuò, com’era naturale che fosse, ad inanellare successi artistici e riscontri culturali di spessore. Ecco, nella sua specificità, e nello spazio temporale differente, ci auguriamo che Matteo Gabbianelli possa svolgere un esordio simile, e possa continuare, dopo aver realizzato un pezzo di programma nel Comune di Marino, i suoi progressi e successi artistici e culturali per se stesso e il suo gruppo, così come per i milioni di giovani che li seguono e la cultura italiana tutta.”.

E LA SINISTRA MARINESE CONFERMA CHE VUOLE ESSERE SINISTRA!

DA COSA NASCE COSA.

E LA SINISTRA MARINESE CONFERMA CHE VUOLE ESSERE SINISTRA!

di maurizio aversa

Maurizio-Aversa-1 - Copia                    Lo hanno compreso tutti, chi si è reso protagonista della scena politica, così come ogni singolo cittadino che non si è sottratto dal comune interesse della nostra città. Cosa hanno compreso?

Tutti hanno compreso che questa prova elettorale amministrativa nel comune di Marino sarà una svolta. Come ogni svolta può essere portatrice di più o meno elementi di innovazione, di alternativa. Ma, comunque sia, il percorso che già da diverso tempo è in cammino a Marino, ha prodotto alcune certezze per lo scenario che sarà.

Vogliamo qui, pubblicamente, fare delle chiare ipotesi sugli scenari possibili.

Uno, il più banale, è quello che si affida all’onda. E’ il caso del M5S. Infatti non è difficile pensare che uno scenario possibile è che il partito pentastellato giunga al ballotaggio. Ma, pur rendendo omaggio (non per condivisione di scelta, ma per chiarezza politica – finalmente! – ) al locale movimento tammariano che ha deciso di entrare nel M5S; non è che ci sia da aspettarsi iniziative, capacità di confronto reale, col resto delle forze politiche marinesi. No. Il M5S, in virtu’ di non si sa quale collegamento astrale o religioso è destinato a vivere di se stesso. Conclusione: se la calamita “nazionale” tirerà un paio di punti in più di qualcun altro allora giungerà al ballottaggio; altrimenti, avranno – come non additarlo come aspra critica? – sprecato energie e risorse ad un progetto di cambiamento che potevano tranquillamente coordinare. Invece, pavidi delle responsabilità che ne sarebbero seguite hanno preferito la grande scommessa: il banco o niente. E quanti osanna hanno e possono suscitare queste “sparate”. Dopo di che, resta il quesito vero. Ai cittadini, nel caso più negativo – cioè che si riproponga la vecchia amministrazione, riverniciata e nascosta, – farò più piacere l’aver ascoltato la frase ad effetto, oppure resterà l’incazzatura per non aver spostato di un’acca lo stato di cose? E, nel caso meno negativo. Vale più il petto in fuori del tribuno di turno, oppure non si poteva (doveva) condizionare al meglio un cambiamento possibile? Ecco, su questi quesiti veri, il M5S non ci tiene né a dare risposte, né a misurarsi con i cittadini. Perché? Non perché – sarebbe facile polemica – non abbiano di che dire; ma, sostanzialmente, perché tutto il loro eventuale intervento in merito, non sposterebbe che uno 0,00001 del proprio accredito nazionale. Si. Loro, i locali del M5S, sanno benissimo che se non avessero il marchietto cocacola-grillino, sarebbero seguiti da qualche decina di sostenitori. Per questo l’unica scelta politica di rilievo che li riguarda è quanto ha deciso il movimento tammariano. Il quale, forse, dovrebbe chiedersi, perché essendo l’unica vera forza organizzata antelitteram grillina, non debba avere un peso specifico maggiore che non ha. Certo è che prevalente è il pazzesco binomio: se vince nazionale, va avanti il M5S a Marino, se non vince, amen. E ai cittadini che resta? Battersi un mea culpa? E’ a tutti gli effetti un delitto politico. L’onda può esserci o no, ma, comunque è evento temporaneo che poi finisce.

Un altro scenario, visto il grande retaggio (seppure ormai sbrindellato nelle colonne portanti) e visto il grande impegno quotidiano – a cominciare da chi tiene le fila di F.I. provinciale. Coè un partito pietra angolare che è stato di governo ed è di potere – è quello che al ballottaggio si presenti la destra. Destra che qualcuno ci suggerisce di non dire “fascista”, perché nominalmente non c’è né la Lega, né Fratelli d’Italia, né gli orfani della fiamma che sono accovacciati altrove. Ma questa posizione critica, non tiene conto però che lì dentro, questa destra che lavora a mascherarsi, ci sono tra i sostenitori maggiori – sia di Forza Italia che di altre componenti – delle posizioni razziste, xenofobe e qualunquiste. Che meticolosamente, con mestiere, con grande eccesso di zelo, non solo copiano e riproducono parte del vecchio sistema di potere delle promesse (ma stavolta, poveri loro, senza le leve del comando della pubblica amministrazione, quindi depotenziati di una qualsiasi credibilità sul buon fine delle promesse stesse), ma tendono su ogni singola occasione a spargere qualunquismo. Suggerimenti? Nessuno, non ci interessa. Ma teniamo d’occhio questa “proposta politica e amministrativa”. Perché? Intanto, per ricordare sempre la stessa domanda, mai evasa. Sempre elusa. Per codardia e per mancanza di risposte vere. Avete, signori della destra imbellettata, la buona creanza di chiedere alla città, a chi vi ha sostenuto, a chi vi ha avversato con ragione, mille volte scusa per ciò che avete combinato alla città? Non avete voluto saltare il giro. Non avete avuto (non tutti in verità, ma qui ci rivolgiamo a chi “non molla”) né il buon gusto né la decenza politica di proporvi come semplici oppositori. E siete lì a mestare per ipotesi di corsa al ballottaggio. Ma con quale lato della faccia? Ormai li avete mostrati tutti. Addirittura, per farla grossa, sembra che abbiate in animo anche di accogliere chi si professa “né destra e né sinistra”; e i compari a specchio “destra e sinistra sono uguali”; oppure gli orfani democristiani che si vergognano di dire che lo sono “non ci sono più destra e sinistra”. Ecco questo qualunquismo costruito sull’analisi di un dibattito politico buono per il dopo terzo litro alla bettola, non potrà portare nulla di buono ad una società, quella marinese, che innanzitutto ha bisogno di sapere quale visione di futuro l’attende. E, quindi, conseguentemente, quale proposta possa divenire concreta facendo da un lato i conti con la cassa che c’è; e dall’altra allontanando coloro che questa cassa – con un eufemismo – hanno male utilizzato. Sicuramente a danno dei cittadini e non a loro vantaggio. Ecco, perché, la destra rifatta, coi lifting, siliconata, col vestito della festa pulito davanti e sporco nel retro, non può andare bene. Perché non “passa” dapprima per la via delle scuse e di una seria analisi pubblica in cui si indicano gli errori di scelta politica. Invece si è cercato il capro espiatorio di comodo, come se l’accaduto non fosse il prodotto di, ma semplicemente un accidente casuale. Dunque, lo scenario di una destra (mascherata) al ballottaggio sarebbe una catastrofe bis per la città.

WP_20160213_12_17_54_Pro (1) - CopiaL’altro scenario possibile è quello che definiamo il più concreto. Anzi, del quale pensiamo i cittadini siano desiderosi, speranzosi e anche…stanchi di aspettare. Si tratta dello scenario che vede protagonista un – finalmente – riunito centrosinistra con la barra a sinistra. Non è formulistica. Né politichese. E’ cosa chiara e comprensibile. Un centrosinistra, ad esempio senza l’apporto di una parte consistente di ex comunisti, o comunisti attuali, o progressisti, è possibile. Ma avrebbe la necessità di incamerare parti e storie e organizzazioni di destra, incluse le scelte conseguenti (politiche sociali, politiche dell’accoglienza ecc.). Cosa questa che molta parte del PD locale, ad esempio, non vuole. Resta dunque valida l’altra scelta: quella di un centrosinistra con barra a sinistra. Con Liberazione in corso, con Sel, con Il Partito Comunista d’Italia. E cosa cambia – non politichese, ma concretamente – per il centrosinistra in tal senso? Ad esempio, ed un cambio già avvenuto, che una parte storica della sinistra (centrosinistra) come le componenti socialiste e della Margherita che nel momento delle scomposizioni di inizio secolo, a Roma, a Marino e nel Lazio si atomizzarono dando vita anche a raggruppamenti (tipo liste civiche), mentre a livello locale sposavano giunte con la destra, a livello di voto nazionale continuavano a preferire orientamenti di centrosinistra: Ecco ora quelle componenti (che con interessata o non conosciuta realtà delle cose, qualcuno ha voluto definire come un pezzo di destra che entra nel centrosinistra) sono ritornate a casa. Nella casa della sinistra e del centrosinistra. Lo dimostra il fatto che Sel e i comunisti non hanno avuto difficoltà alcuna nel sostenere unitariamente – con tutto il centrosinistra – una candidatura a sindaco, che seppur da dietro le prime linee, apparteneva proprio a queste forze tornate a casa. Purtroppo, Oriano De Luca, per causa di forza maggiore, non sarà della partita, ma l’intento è il medesimo. L’indirizzo è quello tracciato. Il profilo di questa proposta politica e amministrativa è chiara e certa. Ora, come comunicato diversi giorni fa circa il lavoro messo in atto da una commissione per il programma, il lavoro di assemblaggio e stesura coi vari contributi è giunto a compimento. Sarà cura di tutti, come nei tratti essenziali aveva già annunciato lo stesso De Luca, rendere chiaro il portato innovatore ed alternativo del programma rispetto alla precedente esperienza amministrativa. Sarà fatto mettendo l’accento sulla valenza politica. Si, perché a nessuno deve essere celato che più forza potrà acquisire la coalizione, più facile sarà la gestione stessa della attuazione del programma. Per essere chiari. Più forza potrà essere riconosciuta alla candidata sindaco, più probabile potrà essere – magari saltando perfino il ballottaggio – che la nuova amministrazione si avvii velocemente al completamento del risanamento (già portato avanti dal commissario prefettizio) e mettere in campo la visione che spetta a Marino per il futuro prossimo. Le illazioni, i gossip politici, che un po’ per riempire, un po’ perché è difficile dopo anni di rapporti con chi gestiva il potere attraverso annunci e bugie, poter ora interpretare che se una cosa viene sostenuta è perché la si sta perseguendo. Non ci sono depistaggi. Non ci son mezze verità. C’è una ipotesi, ci sono scelte. Condivisibili o meno. Ma tutte alla luce del sole e tutte dichiarate per quello che sono. I comunisti, ad esempio, pensano che il PD sta facendo la cosa giusta. Sta indirizzando la coalizione sull’ apporto della parte sinistra del centrosinistra. Questo porterà alla vittoria probabile. Questo lascia qualche scontento ma, ed è qui il grande apprezzamento da sottolineare mille volte da ogni osservatore politico, rende possibile riunire quanto ieri era diviso. Questa unità, pur non eliminando singole critiche, al di là del volume alto, non ha un coro di centinaia o migliaia di persone! No. Ha semplicemente una onesta, legittima posizione politica pre-ideologica, che non è condivisa da tutti gli altri componenti della coalizione stessa. Allora, poiché, anche dando credito alle grandi spallate di potere politico; e fatta la tara tra l’assenza di barbarie e pistolettate che non ci sono state; e preso atto che Marino non è un comunello di cinquecento abitanti che passa inosservato; ne consegue che è vero che le posizioni attuali di critica, possono comunque risolversi con un reingresso in coalizione. Altrimenti, giusta ogni posizione, ma non si usi il linguaggio dell’usurpazione che non è mai avvenuta. Sul nostro cammino, sono rimaste in terra, alcune idee che abbiamo ritenute superate. Non vittime politiche, non vittime di ostracismo.

DOMENICA 20 A S. MARIA DELLE MOLE ASSEMBLEA COMUNISTA COL CANDIDATO SINDACO ORIANO DE LUCA

MARINO. DOMENICA 20 MARZO COMUNISTI IN ASSEMBLEA. INTERVERRANNO IL CANDIDATO SINDACO, ORIANO DE LUCA E RAPPRESENTANTI DI PD, SEL, LIBERAZIONE IN CORSO, MARINO FUTURA, SOCIALISTI MARINO, NOI GIOVANI.

L’analisi, la proposta politica conseguente e l’iniziativa adottata dai Comunisti di Marino, ha incontrato la analoga impostazione prodotta da Sel, Liberazione in corso, Socialisti Marino, Marino Futura e Noi Giovani. Tutti insieme abbiamo rivolto una proposta al PD e ai suoi alleati. Da questi non abbiamo avuto riscontri, mentre abbiamo trovato accoglimento nel PD – seppure nella forma che è nota di un circolo guidato ora dal livello superiore di partito -.

Per questo, il Comitato Direttivo ha voluto chiamare a raccolta gli iscritti e l’attivo di partito, al fine di avere condivisione e sostegno in questa che si preannuncia essere una battaglia politica locale fondamentale per la cacciata della destra da Palazzo Colonna, per il ripristino della legalità ad ogni livello della città, per proporre un programma concreto di rinascita economica, sociale e culturale di Marino. Lo strumento è la politica. Marino ha bisogno di più politica, abbiamo ripetuto spesso in questi mesi, e quindi di un rinnovato ruolo di Partiti e organismi associati che svolgano un ruolo di partecipazione democratica e diffondano nella popolazione ideali e valori di cultura democratica, antifascisti e di sinistra. La politica con una forte impronta di Sinistra è quella che può garantire non solo il risultato di una vittoria elettorale che faccia tacere l’arroganza della destra; ma che sia al tempo stesso la risposta attesa dai cittadini senza che si imbocchino innamoramenti superficiali e scorciatoie inefficaci ai fini di un buon governo da attivare al Comune come sarebbe la scelta del M5S. L’alveo dell’esperienza amministrativa, precedente alla parentesi degli ultimi dieci-quindici anni, si basava sulla cultura politica comunista e socialista che, di nuovo oggi, rivendichiamo appieno come capaci di buona amministrazione.

L’Assemblea pubblica di Domenica 20 marzo, alle 10.00. presso lo spazio espositivo del BarMameli 11B, a S. Maria delle Mole, è chiamata a svolgere questa funzione di larga informazione e decisionale. I compagni Maurizio Aversa e Stefano Enderle per la Sezione, e il segretario regionale Luca Battisti esporranno indirizzi e riassumeranno le decisioni dei comunisti.

 Interverranno all’iniziativa, il candidato Sindaco del Centro Sinistra, compagno Oriano De Luca, ed i rappresentanti della coalizione: Fausto Bassani delegato provinciale del Partito Democratico; Mirko Laurenti segretario di Sinistra Ecologia e Libertà, Franco Marcaurelio di Marino Futura; Eleonora Di Giulio di Liberazione in corso, Socialisti per Marino, Noi Giovani.

POLITICA, DEMOCRAZIA, TRASPARENZA O PROCURATO ALLARME PUBBLICO?

di maurizio aversa

enza caporaleA Marino, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale e il commissariamento del Comune, la preparazione delle elezioni amministrative sono entrate in zona calda. Era ed è prevedibile. Così come il confronto e lo scontro in atto tra protagonisti della città per proporre, dal proprio punto di vista, migliori soluzioni da offrire ai cittadini. Tuttavia, anche nelle asperità, vanno decisamente condannate le cadute di stile che, invece di concentrare l’attenzione sulla proposizione delle soluzioni, cerca di indirizzare il primo piano delle questioni su una fasulla meritocrazia. Le elezioni, anche amministrative, hanno come contenuto di dover proporre soluzioni, con una squadra che le realizzi. Nel caso specifico, con la nitidezza dei profili politici che rendano protagonisti i cittadini nella scelta di partiti e liste, associati in coalizioni, che, oggi a Marino, vede contrapporsi sia un blocco di centrodestra ed uno di centrosinistra, sia varie singolarità ed il solitario non fertile M5S.

Dentro tutto ciò puo’ e deve svolgersi il confronto e lo scontro. Se avviene dell’altro, siamo in un altro campo. Per questo se un commissario di partito, come quello dell’IDV, mette in pubblico gravi intimidazioni subite, e nel denunciarle le utilizza come “lotta politica” è anche lecito. A patto del rispetto della trasparenza, della salvaguardia democratica e del ricorso alle istituzioni. Per cui la gravissima denuncia “attento mi dissero, vai contro interessi troppo forti, affari troppo grandi…è gente che spara, non ti faranno fare il Sindaco…tu non garantisci” che oggi è sbandierata sul proprio profilo personale; necessita di risposte pubbliche chiare: 1. Chi ha rivolto, quando e in che circostanza queste minacce al commissario IDV? 2. Quando IDV o il commissario stesso hanno presentato apposita denuncia sull’accaduto? Il commissario IDV ha reso noto al reggente il comune di Marino, che è anche viceprefetto, quindi alto rappresentante dello stato, quanto accaduto? Allo stesso modo, ha reso noto agli alleati politici, PD in testa, col quale ha condiviso e sottoscritto documenti comunali, tutto ciò?

Non appena, presumiamo seduta stante, Idv Marino renderà noto con trasparenza, per perseguire la democrazia nella città, aiutare la politica a confrontarsi al meglio contro ogni intromissione, tutta questa vicenda, ci esprimeremo nel merito, come sempre, contro ogni metodo antidemocratico. Allo stesso modo, per evitare che ciò non sia chiarito, risultando una non-notizia, dichiariamo che il procurato allarme, è anch’esso un modo antidemocratico. Perciò, queste nostre considerazioni, scritte a seguito della presa visione della pagina FB personale di Marco Comandini, le rimettiamo anche al Commissario del Comune di Marino, dott.ssa Enza Caporale.